Mente Corpo Spirito, Sentirsi bene

Svegliarsi alle 5 del mattino Può fare la differenza?

The Miracle Morning
Hal Elrod
Macro
A5
201

miraclemorning

The Miracle Morning di Hal Elrod. Un libro non di recente pubblicazione e se ne parla ancora molto. Ho letto di questa ‘tecnica’ parecchio tempo fa e mi è sempre rimasta la tentazione di sperimentare. Per molti motivi tutti diversi non l’ho fatto ma è arrivato il momento, perché sono nuovamente in un periodo di grandi cambiamenti e questo è il momento giusto, lo sento. Credo infatti che sia necessario sentire le cose e non subirle e basta, solo per copiare, tanto non servirebbe a molto, va bene invece provare di persona e condividere (siamo o non siamo nell’epoca della condivisione globale?).

Il libro è in parte una autobiografia, del suo autore, Hal Elrod, che subì un gravissimo incidente in un periodo molto prolifico dal punto di vista lavorativo. L’incidente gli causò diversi traumi molto gravi, cerebrali e la morte ‘temporanea’ per arresto cardiaco, dal quale venne recuperato dal personale medico di rianimazione. Coma per una settimana e successivamente un lunghissimo periodo di interventi e convalescenza. Se non ricordo male, un anno di ospedale. Le prime ipotesi è che avesse problemi gravi di memoria, oltre alla impossibilità di camminare. Ora se visitate le pagine del suo blog e in particolare i suoi video potete constatare tutti che è vivo e vegeto e sta benissimo. Ovvio che il 90% dei libri di questo tipo raccolgono una storia autobiografica, perché capita a moltissimi di cambiare in meglio, in conseguenza e per reazione ad un fatto traumatico o drammatico come se prima dovessimo vivere di persona un grande spavento, un grande trauma, una preoccupazione. Il nostro istinto di sopravvivenza? In ogni caso, l’autore descrive una abitudine, non tanto appunto una tecnica ma una abitudine, svegliarsi ritualmente alle 5 del mattino ed effettuare un percorso che traghetta fino alle 8 o 9 circa con la consapevolezza di aver messo in campo già una serie di attività utili alla nostra giornata. Non credo che molte persone che conosco e che si alzano a quell’ora per andare a lavorare lo leggerebbero volentieri però penso che quello che vuole comunicare abbia un senso e che questi lavoratori del primo mattino possano far slittare queste attività proposte ad un orario diverso.

Le attività che propone seguono il ritmo di un acronimo S.A.V.E.R.S. che sta per Silence, Affirmations, Visualization, Exercise, Reading, Scribing e quindi Silenzio (Meditazione), Affermazioni positive, Visualizzazione, Attività fisica, Leggere, Scrivere. Le ho scritte tutte con le iniziali maiuscole perché meritano un approfondimento preciso.

L’obiettivo che si persegue in questo modo è di scaldare il motore del proprio organismo ed impostare la giornata in modo tale da iniziare le nostre attività quotidiane con motivazione, centratura, focus e lucidità. Le testimonianze che si leggono in giro a riguardo mi hanno convinto a fare questo tentativo. Un tentativo per me difficilissimo in quanto sono una persona che produce molto a livello mentale, la sera tardi e la notte. Nel periodo della laurea, lavoravo a tempo indeterminato e studiavo alla sera, non fu un peso in quanto da nottambula o comunque da persona che ama la notte, il suo silenzio, il suo ascoltare, il mandare di rimando, la sua profondità, vivo male il mattino. Sono più simile alla civetta che all’allodola, il mio cronotipo è quindi amante della sera e della notte. Ci sono molti studi a riguardo e tutti noi conosciamo questa nostra preferenza. Cambia sicuramente negli anni, un adolescente si sveglia più facilmente alle 12, a mezzogiorno, mentre una persona anziana di preferenza alle 7am è già operativo. La prima domanda che mi sono posta quindi è… questo libro ci trasformerà tutti in allodole? Questa è una curiosità che ho sempre mantenuto a riguardo. E soprattutto è una cosa possibile?

Secondo l’autore e le testimonianze del caso, i vantaggi di una abitudine di questo tipo sono molteplici. Le attività di Meditazione e Affermazioni Positive, impostano mentalmente la nostra predisposizione a prenderci il nostro tempo e a rifletterci seriamente. S.A.V.E.R.S è la sequenza proposta dall’autore ma ognuno di noi può e deve personalizzarla in modo tale che siano collegate intimamente con i propri obiettivi generali di vita, il nostro scopo a questo mondo. Ed è proprio qui che viene il bello in quanto in molti non lo sappiamo o abbiamo le idee confuse a riguardo. Ecco che intervengono appunto la Visualizzazione e soprattutto la Scrittura. La scrittura autobiografica aiuta a superare i traumi a rielaborare le preoccupazioni, a tirare fuori quello che abbiamo dentro, a gestire e soprattutto a fissare i nostri obiettivi.

writeitdownUn altro libro molto interessante a riguardo e del quale parlerò in modo approfondito in un prossimo post è Write It Down, Make It Happen di Henriette Anne Klauser. Anche questo libro non è nato ieri, io lo porto spesso con me perché ancora più spesso dimentico di dedicarmi a questa attività. Per chiarezza aggiungo la foto dell’indice. Libro molto interessante, ma scriverò su questo anche in vista del corso che terrò durante l’estate su Scrivere di Natura ed Emozioni presso il Rifugio Isera di Lucca.

Foto del 09-05-16 alle 19.34

Quindi ricapitolando, ci svegliamo alle 5, dopo esserci ripresi dallo shock ci beviamo un bel bicchiere di acqua e limone (la soluzione più quotata per mettere in avvio il nostro organismo in modo sano e che va bevuta almeno 30 minuti prima della colazione). Ci mettiamo in una zona tranquilla se siamo insieme ad altri conviventi e facciamo in modo di meditare per chi medita abitualmente o per chi inizia a farlo o riflettiamo, serenamente, ad occhi chiusi con calma, no musica o altri rumori. Silenzio.

Successivamente utilizziamo come un mantra una serie di affermazioni che ci riguardano, che sentiamo sincere e vere per noi e ripetiamole, per passare poi ad un esercizio di visualizzazione. Che obiettivo abbiamo, cosa vogliamo fare nella giornata? Abbiamo un esame da superare, un colloquio da effettuare? Una riunione delicata? Un intervento? Visualizziamo il risultato positivo per noi e come ci sentiamo a riguardo. In seguito, prepariamoci ad uscire per una passeggiata, una corsa o un po’ di Yoga in casa, un po’ di esercizio. Come si preferisce ma che sia esercizio. Quando è terminata questa attività, al tavolo scriviamo di getto quello che abbiamo dentro o gli obiettivi del giorno o altre affermazioni o la to do list e leggiamo, questo ci riaggancia ad uno storytelling che possiamo guidare a nostro uso e consumo per farci stare bene. Queste secondo l’autore le attività principali da personalizzare per poi proseguire verso la propria giornata vera e propria. Le testimonianze appunto raccontano di grandi cambiamenti interiori fatti di miglior presenza sia fisica che mentale per tutto il giorno.

Note importanti:

  • Il timing proposto dall’autore è suggerito in un’ora totale ma può variare a seconda delle personali esigenze
  • Al 99% avremo sonno prima alla sera quindi il consiglio è di andare a dormire prima e sempre alla stessa ora, rispettando possibilmente le 8 ore e non cercando di superarle
  • Facciamo questo esperimento se lo vogliamo veramente e senza la necessità di doverlo condividere forzatamente con gli altri conviventi, perché è un percorso personale. Sfido, sapendolo, qualsiasi mamma di bambini piccoli a fare questa cosa, le neo mamme sono in piedi spesso durante la notte e sconsiglio di fare queste prove. E’ una abitudine che va sperimentata quando si ha necessità di un grande cambiamento e definizione dei propri obiettivi e soprattutto quando si può gestire del tempo per se stessie il desiderio di impostare la propria giornata con proprio ritmo ed in buona forma
  • Vanno condivisi eventualmente i risultati perché questo è utile a tutti, nel mio caso userò il mio blog come impegno personale a rispettare questo patto con me stessa, almeno fino a quando voglio testarne l’efficacia, condividendo foto e percorso e risultati

Mai dire mai.

E tu sei civetta o allodola?

Click.

Post tratto da altro post di Natascia Edera

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