Mente Corpo Spirito, Pensare

La sindrome degli antenati Mai sottovalutare le proprie origini

La sindrome degli antenati
Anne Ancelin Schützenberger
Saggio
Di Renzo Editore
A5
229

La sindrome degli antenati di Anne Anceline Schützenberger. Un libro che difficilmente viene letto in pochi giorni. Va digerito e fa pensare.

Ci capita in mano perché stiamo visitando una libreria fornita di libri particolari, i cosiddetti libri sul Benessere e Mente Corpo Spirito.

Ci sono due parole nel sottotitolo che catturano immediatamente la nostra attenzione: albero genealogico. E’ estremamente affascinante esplorare il proprio albero genealogico. C’è chi è molto informato e sa riconoscere da una foto anche i propri bisnonni senza difficoltà e per contro c’è chi non conosce, per mille motivi diversi, i propri fratelli. Possiamo ignorarlo o meno ma l’albero genealogico ha un peso nelle nostre vite ed è sicuramente molto interessante capire perché. Tutti abbiamo una storia e spesso non la conosciamo fino in fondo. Sappiamo ciò che abbiamo ricostruito con la nostra memoria e tramite i contatti nella famiglia di origine o con chi ha vissuto con noi nei primi anni di vita e spesso ignoriamo tutto ciò che ha generato il nostro mondo prima di noi. Qualcuno tra i più fortunati ne sa qualcosa e gli è stato raccontato, i più ostinati vogliono approfondire e pagano profumatamente un servizio (la ricostruzione del proprio albero genealogico).

A volte ci viene dato uno stimolo da un parente prossimo “Assomigli tantissimo al nostro prozio” oppure ci sentiamo dire “Sei peggio del bisnonno o guarda che coincidenza, sei nato lo stesso giorno del tuo antico avo ed era un mascalzone proprio come te”. Ci si ride sopra e rende curiosi, a volte rende furiosi, altre volte ci fa impensierire. Non molto tempo fa anche Voyager ha dedicato una puntata a questa tematica molto avvincente.

Pare quindi che non sia propriamente un caso ciò che ci capita, molto spesso alcuni eventi ricorrenti per generazioni sono in realtà casualità statistiche che di casuale hanno poco, come incidenti, malattie, vizi e predisposizioni. Che sia tutta colpa del DNA? Per l’autrice di questo interessantissimo libro, non è proprio così e si parla quindi di fare terapia e analisi non utilizzando le medicine ma l’approccio psicogenealogico. Nei suoi studi che si rifanno al brillante medico Jacob Levi Moreno, sociologo, filosofo, psicoterapeuta di gruppo e uomo di teatro, inventore dello psicodramma,  ha analizzato e seguito a livello terapeutico famiglie per più generazioni (l’autrice ha 98 anni) analizzando i risvolti generazionali che le disturbavano e spesso la risposta era proprio in quei fili invisibili che si tramandano di epoca in epoca e che costituiscono l’inconscio generazionale di una famiglia.

Il libro non parla di fantasmi, non nel senso che tutti siamo abituati a identificare. Tratta di scheletri negli armadi che spesso teniamo celati per paura di ferire, per etichetta, per formalità e ciò dipende ovviamente dall’epoca che la famiglia sta attraversando. Figli illegittimi, segreti finanziari e molto altro li nascondiamo sotto il tappeto sperando che il fiume del tempo si porti via il loro effetto su di noi lasciando ai posteri eventuali conseguenze.

Il problema è che quando diciamo “Se ne occuperà qualcuno prima o poi” questo inevitabilmente accade…

Coincidenze?

 

 

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